Ristorazione: a Cuneo il “Premio alla miglior provincia” d’Italia

Il “Premio alla miglior provincia” assegnato alle eccellenze gastronomiche d’Italia dalla Guida ai Ristoranti de Il Sole 24 Ore  per il 2012 a tutti i ristoratori della provincia di Cuneo.

La Guida, curata dal giornalista e critico gastronomico Davide Paolini, ha scelto la provincia di Cuneo per la quantità e la qualità dei locali che vengono considerati meritevoli di citazione, siano essi ristoranti, pizzerie, wine bar o persino street food, per la scelta di prodotti di qualità e l’attenzione al cliente. Circa 900 i locali recensiti in tutt’Italia.

“Un risultato lusinghiero che ci fa onore – ha commentato il presidente della Provincia di Cuneo  Gianna Gancia – e che premia la professionalità e l’impegno dei nostri ristoratori, veri ambasciatori in tutto il Paese e nel mondo di una cucina di altissimo livello. Desidero congratularmi con la categoria rappresentata dal presidente Pierino Sassone, presidente dell’Associazione provinciale albergatori ed esercenti di Confcommercio e stimato consigliere provinciale. A lui e a tutti i suoi colleghi ristoratori la congratulazione per il meritato premio e l’invito a proseguire su questa strada”.

Commercializzazione acque minerali naturali

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale  n. 258 del 5-11-2011 il  DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2011, n. 176 di attuazione  della  direttiva  2009/54/CE,  sull'utilizzazione  e la commercializzazione delle acque minerali naturali.

Per quanto maggiormente può riguardare i settori rappresentati si evidenziano le seguenti disposizioni:       

Articolo 11:  fornisce  indicazioni su alcune modalità di utilizzazione delle acque minerali.
E' vietato il trasporto dell'acqua minerale naturale a mezzo  di recipienti che non siano quelli destinati al consumatore finale.
Il  recipiente utilizzato per il  condizionamento  delle  acque minerali naturali deve essere munito di un  dispositivo  di  chiusura tale da evitare il pericolo di falsificazione, di contaminazione e di fuoriuscita. Il recipiente  ed  il  dispositivo  di  chiusura  devono essere conformi alla vigente normativa in  materia  di  materiali  ed oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari.

Articolo 12:  oltre a stabilire tutte  le informazioni che devono essere obbligatoriamente apposte  sull’ etichettatura, prevede che l’ etichetta possa riportare una designazione commerciale diversa dalla denominazione dell'acqua minerale naturale, a condizione che:
a) la denominazione dell'acqua minerale  naturale  sia  riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere piu' grande utilizzato per l'indicazione della designazione commerciale;
b) in caso di designazione commerciale diversa dalla denominazione del luogo di utilizzazione dell'acqua minerale naturale, quest’ultima sia riportata con caratteri di altezza e larghezza almeno pari ad una volta e mezzo il carattere piu' grande utilizzato per l'indicazione della designazione commerciale;
c) la designazione commerciale non contenga nomi di località diverse da quella dove l'acqua minerale naturale viene  utilizzata o che comunque inducano in errore circa il luogo di utilizzazione;
d) alla stessa acqua minerale non siano attribuite designazioni commerciali diverse.

Sono inoltre possibili sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali le seguenti indicazioni, se menzionate nel decreto di riconoscimento dell'acqua minerale naturale:
a) può avere effetti diuretici;
b) può avere effetti lassativi;
c) indicata per l'alimentazione dei lattanti;
d) indicata per la preparazione degli alimenti dei lattanti;
e) stimola la digestione o menzioni analoghe;
f) puo' favorire le funzioni epatobiliari o menzioni analoghe;
g) altre menzioni concernenti le proprieta' favorevoli alla salute dell'acqua minerale naturale, sempreche' dette menzioni non attribuiscano all'acqua minerale  naturale proprieta' per la prevenzione, la cura e la guarigione di una malattia umana;
h) le eventuali indicazioni per l'uso.

Sono vietate affermazioni che abbiano scopo pubblicitario indicanti la superiorita' dell'acqua minerale naturale rispetto ad  altre  acque minerali.

Articoli 13 e 27: gli articoli prevedono la possibilità di utilizzo rispettivamente delle acque minerali naturali e delle acque di sorgente, per  la  preparazione  di  bevande analcoliche.

Articolo 15: prevede che il Ministero della salute possa temporaneamente sospendere o limitare  nel  territorio nazionale la commercializzazione di acque minerali se ritenesse un'acqua minerale naturale non conforme alle disposizioni adottate in materia in sede comunitaria. Il Ministero ha l’obbligo di informare immediatamente la Commissione europea e gli altri Stati membri,  precisando i motivi della sospensione.

Articoli 16 e 17: disciplinano la vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio delle acque minerali naturali,  e l'applicabilità di alcune norme vigenti in materia di sostanze alimentari e delle bevande,  quali il decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194,  per quanto  concerne le modalita' da osservare per le denunce all'autorita', nonché le norme vigenti in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.

La vigilanza sulla utilizzazione, e sul commercio delle acque minerali naturali e' esercitata dagli organi delle regioni e delle  province autonome di Trento e di Bolzano, competenti secondo i rispettivi ordinamenti,  dai  comuni  o loro consorzi, attraverso le unita' sanitarie locali.
In qualsiasi momento possono essere effettuate ispezioni e prelievi di campioni in qualunque parte degli impianti di utilizzazione, nei depositi e nei luoghi ove si vendono o si distribuiscono per il consumo le acque minerali naturali.
In caso di irregolarita', salva l'adozione di provvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica, informano i competenti organi della propria regione  che provvedono alla diffida del titolare dell'autorizzazione ad eliminare le cause di irregolarita'.
Trascorso invano il termine fissato per l'eliminazione delle cause di irregolarita', l'autorizzazione puo' essere sospesa o, nei casi piu' gravi, revocata.

Articolo 18: vieta che le acque potabili condizionate poste in commercio e  quelle sottoposte alle procedure di filtraggio e  somministrate presso gli esercizi di ristorazione,  evidenzino  - sia  sulle  confezioni, sulle apparecchiature o sulle etichette, sia nella pubblicita', sotto qualsiasi forma - indicazioni, denominazioni, marchi di fabbrica o di commercio, immagini o altri segni, figurativi o meno, che  possano ingenerare confusione con le acque minerali naturalie'  in  particolare e' vietata, per tali acque, la dicitura: «acqua minerale».

Articolo  19: l’articolo regolamenta le modalità di pubblicità delle acque: 
• vietando il riferimento a caratteristiche o  proprieta' che l'acqua minerale naturale non possegga;
• sottoponendo la pubblicità  alla preventiva approvazione del Ministero della salute limitatamente alle menzioni relative alle proprieta' favorevoli alla salute, e vietando le indicazioni che  attribuiscono  ad un'acqua minerale naturale proprieta' per la prevenzione, la cura o la guarigione di una malattia umana;
• vietando espressioni o segni che possano indurre in errore il consumatore circa il nome della sorgente o il luogo della sua utilizzazione qualora le acque minerali naturali siano poste in vendita, con una designazione commerciale diversa dal nome della sorgente o del suo luogo di utilizzazione.

Articolo 25: riguarda le modalità di utilizzo delle “acque di sorgente”:
• che non possono essere trasportate con recipienti che non siano quelli destinati al consumatore; 
• che per il condizionamento delle acque di sorgente il recipiente deve essere munito di un dispositivo di chiusura tale da evitare il pericolo di falsificazione,  di contaminazione  e  di fuoriuscita;
• che il recipiente ed il dispositivo di chiusura devono essere conformi alla vigente normativa in materia di materiali ed oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari

Articolo 26:  tratta dell’etichettatura delle acque di sorgente, specificando le informazioni obbligatorie da apporre, nonché i caratteri con cui riportare l'indicazione la designazione commerciale, in analogia con  quanto stabilito per le acque minerali naturali dal precedente articolo 12.          

Articoli 29, 30 e 31 : così  come l’articolo 24 faceva per le “acque minerali naturali”, questi articoli  ricalcano analoghe  disposizioni relativamente  alla  vigilanza sulla utilizzazione e sul commercio delle acque di sorgente, all’applicabilita' delle norme di cui al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194 e di quelle  vigenti  in  materia  di disciplina igienica della produzione e della vendita  delle  sostanze alimentari e delle bevande; e sulla pubblicità.

Articolo 33: dispone sanzioni amministrative pecuniarie da applicare nei seguenti casi:       
a) da 52.000 euro a 110.000  euro  chiunque  faccia  uso  di  una sorgente   d'acqua   minerale   naturale   riconosciuta   (vedi articolo 5 decreto in oggetto) ,  senza l'autorizzazione regionale (articolo 6); alla stessa sanzione e' soggetto  chi,  privo  di  autorizzazione,imbottigli o metta in vendita acqua minerale naturale;
b) da 52.000 euro a 110.000 euro chiunque  immetta  in  commercio un'acqua di  sorgente  riconosciuta  (art. 21 del decreto )  in assenza dell'autorizzazione regionale (articolo 22);
c) da 52.000  euro  a  110.000  euro  chiunque  importi  un'acqua minerale naturale o un'acqua di sorgente in assenza delle  condizioni previste dall'articolo 14 del decreto;
d) da 38.000  euro  a  90.000  euro  chiunque  contravviene  agli obblighi previsti per l'etichettatura delle acque  minerali  naturali (articolo 12, commi 1, 5 e 6);
e) da 38.000  euro  a  90.000  euro  chiunque  contravviene  agli obblighi  previsti  per  l'etichettatura  delle  acque  di   sorgente (articolo 26, commi 1 e 3);
f) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque non osserva  il  divieto previsto dall'articolo 8, comma 4, per l'acqua minerale  naturale  ed il divieto di cui all'articolo 24, comma 3, per l'acqua di sorgente (trattamenti di potabilizzazione, aggiunta di sostanze battericide o
batteriostatiche  e  qualsiasi  altro  trattamento  suscettibile   di modificare il microbismo dell'acqua minerale naturale o di sorgente);
g) da 38.000 euro a 90.000 euro a chiunque pone in commercio  acque potabili condizionate e/o sottoposte alle procedure di filtraggio e  somministrate  presso  gli esercizi di ristorazione, che riportino  sulle  confezioni, sulle apparecchiature o sulle etichette, sia nella pubblicita', sotto indicazioni, denominazioni, marchi di fabbrica  o di commercio, immagini o altri segni, figurativi o meno, che  possano ingenerare confusione con le acque minerali naturali; in  particolare e' vietata, per tali acque, la dicitura: «acqua minerale».
h) da 38.000 euro a 90.000 euro chiunque non  osservi  i  divieti previsti in tema di pubblicita' ( articolo 19, commi  1,  3  e  4);
alla stessa sanzione pecuniaria e' soggetto chi effettua  pubblicita' di acque minerali  naturali  senza  la  preventiva  approvazione  del Ministero della salute. (articolo 19, comma 2).

Nuova etichettatura energetica

Si ritiene utile ricordare che la Direttiva Quadro 2010/30/UE “concernente l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti” ha introdotto la nuova etichetta energetica che va così ad aggiungere all’originario schema di classificazione (dalla A alla G) le tre nuove classi energetiche A+, A++ ed A+++, eliminando progressivamente le  classi E, F, G.

L’emanazione di tale Direttiva si è infatti resa necessaria perché la precedente etichetta energetica, di cui alla Direttiva 92/75/CEE, non era più in grado di evidenziare correttamente le innovazioni tecnologiche in tema di risparmio energetico introdotte dall’industria negli ultimi anni ed inoltre per comprendere altri prodotti che hanno un notevole impatto diretto o indiretto sul consumo di energia. 

In base a quanto previsto dagli specifici Regolamenti Delegati (UE) sino ad oggi emanati in applicazione della citata direttiva e cioè :

 Reg. UE n. 1059 del 28 Settembre 2010 (lavastoviglie)
 Reg. UE n. 1060 del 28 Settembre 2010 (apparecchi di refrigerazione)
 Reg. UE n. 1061 del 28 Settembre 2010 (lavatrici)
 Reg. UE n. 1062 del 28 Settembre 2010 (televisori)

l’impegno dei produttori e distributori decorrerà dal 30 Novembre 2011 per apparecchi di refrigerazione e televisori e dal 20 Dicembre 2011 per lavatrici e lavastoviglie.

 Trattasi degli obblighi dei produttori di fornire la nuova etichetta energetica e la scheda informativa per ciascun prodotto, mentre i distributori dovranno provvedere affinchè :
- Presso il punto vendita, ogni apparecchio esposto al pubblico (televisore, lavatrice, lavastoviglie o apparecchio di refrigerazione) riporti l’etichetta, messa a disposizione dai fornitori, sulla parte anteriore (o superiore) dell’apparecchio, in modo che sia chiaramente visibile.

- Sia resa disponibile per gli acquirenti la scheda informativa del prodotto, fornita dal produttore.

 Si precisa che i prodotti immessi sul mercato prima delle scadenze suindicate (30 Novembre e 20 Dicembre 2011) e riportanti la vecchia etichetta possono essere legalmente esposti e commercializzati sino all’esaurimento delle scorte.

Porte aperte alle idee d'impresa- Camera di Commercio di Cuneo

 

 

22 NOVEMBRE 2011- PORTE APERTE ALLE IDEE D'IMPRESA: E’ un’iniziativa organizzata dalla Camera di commercio e dagli Sportelli per la Creazione d’impresa della Provincia di Cuneo, in collaborazione con le Associazioni di categoria e i Consorzi Garanzia Fidi.

 

Nelle sedi di Cuneo e Alba della Camera di commercio, dalle ore 9 alle ore 16 chi vuole avviare una propria attività, ma non sa bene ancora come, potrà avere un incontro individuale durante il quale iniziare ad approfondire il proprio progetto, grazie ad una consulenza specializzata, personalizzata e del tutto gratuita. Verrà fornita una panoramica su:

 

•normative vigenti per la creazione d’impresa nei vari settori
•finanziamenti disponibili
•forme societarie
•rapporto banca-impresa
•come impostare il business plan e definire le strategie più efficaci per identificare il proprio mercato e raggiungere i potenziali clienti
•iniziative a supporto dell’avvio d’impresa.

 


Per informazioni e prenotazioni:
•Camera di commercio. U.R.P., tel. 0171/318728-808 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
•Provincia di Cuneo tel. 0171/445890 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


 

 

Festa S. Andrea

É iniziato, ormai, il conto alla rovescia per la festa di Sant'Andrea che albergatori e ristoratori della provincia di Cuneo hanno programmato per lunedì 28 novembre. La grande, amichevole rimpatriata si svolgerà, quest'anno, all'Alter Hotel, in piazza Stazione, a Barge. Ai fornelli due noti chefs dei ristoranti D'la Picocarda” e “D'Andrea”, coadiuvati da professori e studenti dell'istituto alberghiero Giolitti di Mondovì – scuola associata di Barge. A tutti i soci dell'associazione intervenuti sarà donato un piatto ricordo ispirato al tema dei 150 anni dell'unità d'Italia, con particolare riguardo per la prima salita al Monviso.
L'appuntamento, il primo promosso dopo le dimissioni dello storico presidente Andreino Durando e la designazione di Piero Sassone, deve fare i conti con il numero di posti disponibili, quantificato, per motivi di spazio, in 300.

Per questo gli interessati sono invitati a far pervenire la loro adesione entro mercoledì 23 novembre.

Tutela della salute e sicurezza negli “ambienti confinati”

Si ritiene utile informare che sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 dell’8 novembre 2011 è stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre 2011 n. 177 sul “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambiento sospetti di inquinamento o confinati, a norma dell’art. 6 comma 8  lett. g)  del d.lgs. 81/08”.

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri nell’agosto scorso (Cfr. nota informativa n. 59 prot. 03333 - 8 settembre 2011) entrerà in vigore il prossimo 23 novembre (decorsi cioè i quindici giorni dalla sua pubblicazione in G.U.).

Si richiamano di seguito le principali disposizioni introdotte dal decreto in parola.

Il regolamento si applica ai lavori in ambienti sospetti di inquinamento di cui agli articoli 66 (pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie,  caldaie, cisterne),  121  (scavi)  e negli ambienti confinati di cui all’allegato IV punto 3  del d.lgs. 81/08 (vasche, canalizzazioni, tubazioni, serbatoi, recipienti e silos).

Secondo quanto previsto dall’art. 2, per svolgere un’attività lavorativa in ambienti confinati, le imprese o i lavoratori autonomi devono possedere come requisiti:

• essere in regola con le disposizioni riguardanti la valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e gestione delle emergenze

• nel caso di imprese familiari e lavoratori autonomi obbligatorietà della formazione e sorveglianza sanitaria

• presenza di personale (in percentuale non inferiore al 30%) con esperienza almeno triennale in “ambienti confinati”, assunta con contratto di lavoro subordinato o con altri contratti (in tal caso certificati ai sensi del D.lgs. 276/03)

• aver ricevuto specifica formazione e informazione compresa l’attività di addestramento di tutto il personale – incluso il datore di lavoro – relativamente all’applicazione delle procedure di sicurezza

• possedere dispositivi di protezione individuale (es. maschere protettive, imbracature di sicurezza) e una strumentazione e attrezzature di lavoro (es. rilevatori di gas, respiratori etc.)  idonei a prevenire i rischi propri di tali attività lavorative;

• rispetto integrale degli obblighi in materia  di Documento Unico di regolarità Contributiva (DURC) e relativi alla parte normativa ed economica della contrattazione collettiva di settore
 
Il subappalto è consentito solo a condizione che sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente, che dovrà anche verificare  il possesso da parte dell’impresa subappaltatrice dei requisiti di qualificazione;

Quando i lavori siano svolti tramite  appalto, deve essere garantito  che, prima dell’accesso nei luoghi di lavoro, tutti i lavoratori che verranno impegnati nell’attività siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente dei rischi che possono essere presenti nell’area di lavoro;

Il datore di lavoro committente è inoltre tenuto ad individuare un proprio rappresentante, adeguatamente formato e addestrato, incaricato di vigilare sulle attività lavorative e con funzioni di indirizzo e coordinamento delle attività svolte dai lavoratori impiegati dalla impresa appaltatrice o dai lavoratori autonomi, per limitare i rischi da interferenze.

Durante tutte le fasi di lavorazioni in “ambienti confinati”  deve essere adottata una procedura di lavoro specificamente diretta ad eliminare o quantomeno a ridurre al minimo i rischi propri dell’attività e che consenta, in caso di necessità, un intervento immediato del Servizio Sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco.

Il mancato rispetto di tutte le disposizioni previste dal D.P.R.  comporterà il venir meno della qualificazione necessaria da parte delle imprese per operare in ambienti confinati.


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