APPARECCHI AD USO ESTETICO- NOVITA' NELLA NORMATIVA

Nella Gazzetta Ufficiale n.163 del 15 luglio 2011 è stato pubblicato il Decreto 12 maggio 2011 n.110 che disciplina le caratteristiche tecnico-dinamiche, le modalità di esercizio, di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico, in attuazione della legge 4 gennaio 1990 n.1 "Attività di estetista".

Il Decreto è finalizzato a garantire un più elevato livello di sicurezza degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico attraverso una maggiore rigidità delle norme per la sicurezza, nonchè il contestuale aumento delle tipologie di apparecchi tenuti al rispetto di tali norme.

Tra le novità, evidenziamo il divieto di utilizzo di lampade abbronzanti per i minori di 18 anni, le donne in stato di gravidanza ed i soggetti che hanno sofferto o soffrono di neoplasie e che si scottano con facilità a seguito dell'esposizione ai raggi solari. Simili restrizioni dell'utilizzo delle lampade abbronzanti vengono giustificate in ragione della dimostrata nocività, soprattutto nelle persone più giovani, delle radiazioni ultraviolette che espongono ad un aumento del rischio di melanoma cutaneo statisticamente significativo.

Infine l'artiolo 9 del "Codice del Turismo", approvato con il D. Legisl. 79/2011, ha stabilito che nella licenza di esercizio per l'attività recettiva è ora ricompresa anche la licenza per le attività legate al benessere della persona, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente. E' quindi esclusa l'autorizzazione amministrativa prevista dalla Legge n. 1/1990, e dalle leggi regionali attuative, per i "centri benessere" interni agli alberghi, ma obbliga però al rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

Ricordiamo che, per i centri estetici, la Legge 1/1990 prevede la necessità che venga designato, nella persona del titolare, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della prescritta qualificazione professionale.

 

ESCLUSIONE DELL'AMBULANTATO PIEMONTESE DALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN

Il 21 luglio il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato in via definitiva il disegno di legge numero 55, in cui è contenuta, fra l'altro, l'esclusione dell'ambulantato dall'ambito di applicazione dell'articolo 16 del decreto legislativo del 26 marzo 2010 n. 59 (attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai serivzi del mercato interno) nota come Bolkestein, in quanto attività non limitate dalla scarsità delle risorse naturali.

In questo modo il rilascio ed il rinnovo delle concessioni degli ambulanti continueranno ad osservare il criterio del rinnovo automatico decennale, come previsto dalla vigente normativa Regionale.

ALBO GESTORI AMBIENTALI- OBBLIGO ISCRIZIONE

Ricordiamo, come già sottolineato su Filodiretto di giugno 2007, che il D.Lgs. 152/2006 stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali per le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare, nonché per le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità non superiore a trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno.

 

In allegato pubblichiamo la modalità d'iscrizione all'albo e il modello d'iscrizione.

MANOVRA ECONOMICA 2011- NOVITA' SUI GIOCHI

Il 25 luglio 2011 è stato pubblicato il testo del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione 15 luglio 2011, n. 111, recante "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria".

Relativamente alle disposizioni in materia di gioco si evidenza che viene confermato il divieto di partecipazione ai giochi pubblici con vendita in denaro (es. apparecchi da intrattenimento, gratta e vinci, superenalotto, lotto, ecc.) ai minori di 18 anni, e viene previsto che "Il titolare dell'esercizio commerciale, del locale o, comunque, del punto di offerta del gioco che consente la partecipazione ai giochi pubblici a minori di anni diciotto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinque mila a euro venti mila".

In caso di violazione, oltre al pagamento della sanzione pecuniaria di cui sopra, è sempre disposta la sanzione accessoria della chiusura dell'esercizio commerciale, del locale o, comunque, del punto di offerta del gioco da dieci fino a trenta giorni.

Il titolare dell'esercizio commerciale ha l'onere di identificare i giocatori mediante richiesta di esibizione di un idoneo documento di riconoscimento, ai fini dell'accertamento del possesso della maggiore età.

Inoltre, nell'ipotesi in cui la violazione del divieto suddetto riguardi l'utilizzo degli apparecchi e dei congegni di cui al comma 6 del'articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (newslot) il trasgressore è altrsì sospeso, per un periodo da uno a tre mesi, dall'elenco di cui all'articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Durante il periodo in questione, non potrà utilizzare gli apparecchi suddetti nel proprio esercizio.

PROROGA SISTRI

Il nuovo testo del 26 maggio 2011, incide direttamente sul termine previsto dall’articolo 12, comma 2, del Dm 17 dicembre 2009 (istitutivo del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti). Le disposizioni impattano, quindi, sul cd. “regime transitorio” che viene prorogato secondo specifiche scadenze.

In base a tale fase transitoria di applicazione del sistema, le imprese sono tenute ad operare seguendo un doppio regime: da un lato gli adempimenti telematici previsti dal Dm 17 dicembre 2009 e s.m.i. (iscrizione Sistri, pagamento contributo, ritiro dispositivi USB ed istallazione black-box per i trasportatori, compilazione Scheda Registro Cronologico e Scheda Area Movimentazione) e, dall’altro, due dei precedenti adempimenti cartacei che hanno regolato la produzione e gestione dei rifiuti prima dell’entrata in vigore del Sistri: l’art. 190 (registro di carico e scarico) e l’art. 193 (formulario di trasporto) del D.Lgs 152/06.

Il Dm 26 maggio 2011 ha previsto che il termine del 31 maggio 2011 relativo all’entrata in piena operatività del sistema SISTRI e conseguentemente del sistema sanzionatorio sia prorogato:

al 1°settembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno più di 500 dipendenti (imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali pericolosi, ivi compresi quelli di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152);

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno più di 500 dipendenti;

-          le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata superiore a 3.000 tonnellate;

-          i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c) e d) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52 (le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento di rifiuti ed i commercianti e gli intermediari di rifiuti).

al 1°ottobre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 251 a 500 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 251 a 500 dipendenti;

-          i Comuni, gli Enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania.

al 2 novembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 51 a 250 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 51 a 250 dipendenti.

al 1°dicembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 11 a 50 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 11 a 50 dipendenti;

-          le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata fino a 3.000 tonnellate.

al 2 gennaio 2012:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno fino a 10 dipendenti.

ART. 184 d.lgs. 152/2006               
(classificazione)

1. Ai fini dell'attuazione della parte quarta del presente decreto i rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

2. Sono rifiuti urbani:

a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;

b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g);

c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;

d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;

e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;

f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonche' gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).

3. Sono rifiuti speciali:

a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;

b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonche' i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 186;

c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185, comma 1, lettera i);

d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;

e) i rifiuti da attività commerciali;

f) i rifiuti da attività di servizio;

g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;

h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;

i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;

l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;

m) il combustibile derivato da rifiuti;

n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

4. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive si provvede ad istituire l'elenco dei rifiuti, conformemente all'articolo 1, comma 1, lettera a), della direttiva 75/442/CE ed all'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CE, di cui alla Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000. Sino all'emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla direttiva del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio del 9 aprile 2002, pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 10 maggio 2002 e riportata nell'Allegato D alla parte quarta del presente decreto.

5. Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'Allegato D alla parte quarta del presente decreto, sulla base degli Allegati G, H e I alla medesima parte quarta.

Bando Mis. 313.2b - Creazione delle Locande Occitane

Si comunica che il Gruppo di Azione Locale (GAL) Tradizione delle Terre Occitane ha pubblicato il bando per la domanda di finanziamento per la "Creazione delle Locande Occitane".

Sono ammissibili a finanziamento gli interventi di potenziamento del sistema locale di accoglienza, in una logica di incremento qualitativo e quantitativo del livello complessivo di offerta che questo è in grado di proporre ai turisti.

Sul sito www.tradizioneterreoccitane.com è possibile trovare il testo completo del bando ed i moduli per inoltrare la richiesta.


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