ESCLUSIONE DELL'AMBULANTATO PIEMONTESE DALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN

Il 21 luglio il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato in via definitiva il disegno di legge numero 55, in cui è contenuta, fra l'altro, l'esclusione dell'ambulantato dall'ambito di applicazione dell'articolo 16 del decreto legislativo del 26 marzo 2010 n. 59 (attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai serivzi del mercato interno) nota come Bolkestein, in quanto attività non limitate dalla scarsità delle risorse naturali.

In questo modo il rilascio ed il rinnovo delle concessioni degli ambulanti continueranno ad osservare il criterio del rinnovo automatico decennale, come previsto dalla vigente normativa Regionale.

ALBO GESTORI AMBIENTALI- OBBLIGO ISCRIZIONE

Ricordiamo, come già sottolineato su Filodiretto di giugno 2007, che il D.Lgs. 152/2006 stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Albo Gestori Ambientali per le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare, nonché per le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità non superiore a trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno.

 

In allegato pubblichiamo la modalità d'iscrizione all'albo e il modello d'iscrizione.

POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

L'art. 16 comma 6 del Decreto Legge n. 185 del 29.11.2008 ha stabilito che entro il prossimo 29 novembre 2011 tutte le imprese costituite in forma societaria devono comunicare al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio l'indirizzo di posta elettronica certificata.

L'iscrizione dell'indirizzo di posta elettronica certificata nel Registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

L’obbligo è già vigente per le nuove imprese, costituite in forma societaria dopo il 29 novembre 2008, tenute a comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata contestualmente alla presentazione della domanda di iscrizione nel Registro delle imprese.

La comunicazione all'Ufficio del Registro delle imprese dell'indirizzo di posta elettronica certificata va fatta utilizzando un apposito modulo disponibile presso le Camere di Commercio.

PROROGA SISTRI

Il nuovo testo del 26 maggio 2011, incide direttamente sul termine previsto dall’articolo 12, comma 2, del Dm 17 dicembre 2009 (istitutivo del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti). Le disposizioni impattano, quindi, sul cd. “regime transitorio” che viene prorogato secondo specifiche scadenze.

In base a tale fase transitoria di applicazione del sistema, le imprese sono tenute ad operare seguendo un doppio regime: da un lato gli adempimenti telematici previsti dal Dm 17 dicembre 2009 e s.m.i. (iscrizione Sistri, pagamento contributo, ritiro dispositivi USB ed istallazione black-box per i trasportatori, compilazione Scheda Registro Cronologico e Scheda Area Movimentazione) e, dall’altro, due dei precedenti adempimenti cartacei che hanno regolato la produzione e gestione dei rifiuti prima dell’entrata in vigore del Sistri: l’art. 190 (registro di carico e scarico) e l’art. 193 (formulario di trasporto) del D.Lgs 152/06.

Il Dm 26 maggio 2011 ha previsto che il termine del 31 maggio 2011 relativo all’entrata in piena operatività del sistema SISTRI e conseguentemente del sistema sanzionatorio sia prorogato:

al 1°settembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno più di 500 dipendenti (imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali pericolosi, ivi compresi quelli di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152);

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno più di 500 dipendenti;

-          le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata superiore a 3.000 tonnellate;

-          i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c) e d) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52 (le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento di rifiuti ed i commercianti e gli intermediari di rifiuti).

al 1°ottobre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 251 a 500 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 251 a 500 dipendenti;

-          i Comuni, gli Enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania.

al 2 novembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 51 a 250 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 51 a 250 dipendenti.

al 1°dicembre 2011:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno da 11 a 50 dipendenti;

-          le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui all'articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che hanno da 11 a 50 dipendenti;

-          le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale autorizzati per una quantità annua complessivamente trattata fino a 3.000 tonnellate.

al 2 gennaio 2012:

-          i produttori di rifiuti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52, che hanno fino a 10 dipendenti.

ART. 184 d.lgs. 152/2006               
(classificazione)

1. Ai fini dell'attuazione della parte quarta del presente decreto i rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

2. Sono rifiuti urbani:

a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;

b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g);

c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;

d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;

e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;

f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonche' gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).

3. Sono rifiuti speciali:

a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;

b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonche' i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 186;

c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185, comma 1, lettera i);

d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;

e) i rifiuti da attività commerciali;

f) i rifiuti da attività di servizio;

g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;

h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;

i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;

l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;

m) il combustibile derivato da rifiuti;

n) i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.

4. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro delle attività produttive si provvede ad istituire l'elenco dei rifiuti, conformemente all'articolo 1, comma 1, lettera a), della direttiva 75/442/CE ed all'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CE, di cui alla Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000. Sino all'emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla direttiva del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio del 9 aprile 2002, pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 10 maggio 2002 e riportata nell'Allegato D alla parte quarta del presente decreto.

5. Sono pericolosi i rifiuti non domestici indicati espressamente come tali, con apposito asterisco, nell'elenco di cui all'Allegato D alla parte quarta del presente decreto, sulla base degli Allegati G, H e I alla medesima parte quarta.

Bando Mis. 313.2b - Creazione delle Locande Occitane

Si comunica che il Gruppo di Azione Locale (GAL) Tradizione delle Terre Occitane ha pubblicato il bando per la domanda di finanziamento per la "Creazione delle Locande Occitane".

Sono ammissibili a finanziamento gli interventi di potenziamento del sistema locale di accoglienza, in una logica di incremento qualitativo e quantitativo del livello complessivo di offerta che questo è in grado di proporre ai turisti.

Sul sito www.tradizioneterreoccitane.com è possibile trovare il testo completo del bando ed i moduli per inoltrare la richiesta.

CONCORSO FEDELTA' AL LAVORO

Anche per l'anno 2011 la giunta camerale ha approvato il bando per il concorso per la premiazione della "Fedeltà al lavoro e al progresso economico".

Le richieste devono essere inoltrate alla Camera di Commercio d Cuneo entro il 21 settembre 2011.

Possono partecipare al concorso i titolari di imprese individuali o società che alla data del 31 dicembre 2010 abbiano un'ininterrotta attività nel medesimo settore industria commercio o servizi da almeno 35 anni, se gestite dal fondatore o di almeno 80 anni se la gestione è tenuta dagli eredi del fondatore; sono escluse dalla premiazione le società di capitali, ad eccezione dei casi in cui l'attività sotto tale forma giuridica consegua o preceda identica attività svolta come ditta individuale e/o società di persone per un periodo che costituisca almeno i due terzi dei 35 anni di attività richiesta.

E' possibile scaricare il modulo di adesione ed avere maggiori informazioni collegandosi al sito della Camera di Commercio di Cuneo: www.cn.camcom.gov.it



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